Smentita al post di Paolo Franceschetti

Il post del blog di Paolo Franceschetti di MERCOLEDÌ 2 MARZO 2016:

Il diritto e la supercazzola della legale rappresentanza.

(foto pubblicata sull'articolo e poi sostituita)

  1. Premessa.
  2. La supercazzola della dichiarazione di legale rappresentanza.
  3. A cosa serve la supercazzola della legale rappresentanza. E le sue applicazioni pratiche.
  4. Alcuni casi pratici.
  5. Conclusioni.

1. Premessa.

Poco prima che mi laureassi, un giorno me ne stavo in biblioteca col professore della mia tesi che, guardando a lungo la fila di libri sugli scaffali, mi disse: “Vedi questi? Il 90% è merda. Roba scritta da gente che non capisce un cazzo, e libri di cui non ci si capisce un cazzo”.

Il più grande amministrativista mai esistito, Massimo Severo Giannini, diceva che oltre la metà dei testi di diritto amministrativo sono scritti da persone che il diritto amministrativo non lo conoscono per niente.

Uno dei più grandi civilisti italiani, Rodolfo Sacco, dedicava nel suo libro “Il contratto” un intero paragrafo al “linguaggio dei giuristi” denunciando, in estrema sintesi, il linguaggio incomprensibile dei testi giuridici e anche delle sentenze; stessa denuncia fatta da uno più grandi civilisti, Gorla, il quale scriveva che i giuristi hanno fatto con le loro astruse argomentazioni, del diritto, un selva selvaggia.

In effetti il diritto è già materia abbastanza complicata di per sé; ma a renderlo davvero più complicato sono due fenomeni, denunciati da sempre dai migliori giuristi, anche se in modo più elegante di come sto facendo io: l’impreparazione degli addetti ai lavori da una parte, e l’astrusità del linguaggio dall’altra, spesso voluta ad arte per mascherare le reali motivazioni delle decisioni più importanti.

Delle vere e proprie supercazzole insomma.

Il giurista, così, viene abituato fin dall’università a imparare a memoria concetti che spesso non capisce. Imparano a memoria vere e proprie frasi prive di senso, ma se provi a chiedere spiegazioni in parole più semplici non te le sanno dare, per il semplice motivo che oltre a ciò che hanno imparato a memoria non riescono a dire altro.

Ecco che così i giuristi, Cassazione compresa, inventano principi generali a go go, e utilizzando tali supercazzole riescono a fare quello che neanche un mago sarebbe in grado di fare.

Ad esempio… Bisogna condannare la Franzoni giustificando il suo gesto come atto di follia? Nonostante la Franzoni sia sana di mente e risulti persona normale con vita equilibrata, per il giudice non c’è problema: si inventa lo “stato crepuscolare orientato”, malattia mentale che è inesistente per il DSM (cioè la bibbia mondiale della psichiatria) e che nessuno conosce, ma che tanto nessuno smentirà mai, non essendo il giurista in genere preparato né in diritto né tantomeno in psichiatria.

Bisogna decidere se Andreotti è colpevole o innocente del reato di associazione mafiosa, reato gravissimo che prevede molti anni di galera? La soluzione è semplice e molto pilatesca: non è né l’uno né l’altro, perché il reato è prescritto; cioè secondo i giudici Andreotti era mafioso fino ai primi anni ’80, poi non lo è stato più, quindi è colpevole ma non va in galera. Semplice come il gioco delle tre carte. Ecco come poi su alcuni giornali si può scrivere “Andreotti è stato dichiarato mafioso”, e su altri si può affermare l’esatto contrario, avendo ragione tutti e due. Giuridicamente qualunque cosa si dica è (quasi) ineccepibile.

Se un morto di fame ruba un televisore da un supermercato per rivenderlo, è un ladro e rischia anni di galera; se poi questo morto di fame ammazza qualcuno è un assassino.

Ma se a rubare è un ricco e potente signore, allora quello diventa cleptomane; secondo la giurisprudenza la cleptomania è un vizio totale di mente (totale, non parziale, badate bene) e quindi va assolto. Se poi questo ricco e potente signore uccide qualcuno e magari è professore universitario, non è un assassino; no, è un malato di mente, e quindi va assolto e può pure continuare a insegnare all’università.

Si vuole abolire il reato di attentato agli organi costituzionali che il Codice Rocco puniva, giustamente, con l’ergastolo? Non c’è problema. Lo si trasforma in reato di opinione, e si cambiano completamente le pene, e tutti i pecoroni della dottrina italiani, magistrati, professori, ecc., senza timore di cadere nel ridicolo, sostengono che questo è un reato di opinione. Il colpo di stato, insomma, diventa un reato di opinione, più o meno come il vilipendio alla bandiera (che infatti fu oggetto della riforma dei reati di opinione insieme al reato di colpo di stato).

Il giurista, dovendo imparare a convivere fin dai primi anni di università con queste assurdità, alla fine le trova normali e quindi snocciola questi principi con naturalezza: “E’ la giurisprudenza prevalente”, rispondono; bisogna leggere il Codice in una prospettiva “costituzionalmente orientata”, dicono altri, arrivando persino a dire che il reato di associazione mafiosa (il 416 bis) viola il principio di colpevolezza, e quindi occorre abolirlo. Che poi il principio di colpevolezza non esista nella Costituzione e sia stato inventato solo negli anni ’80, non se ne cura nessuno; qualche giurista senza timore di apparire ridicolo, sostiene che il 416 bis viola il principio di colpevolezza e quindi non è “costituzionalmente orientato”.

E se uno risponde che tale giurisprudenza è una follia, loro replicano sereni che la Cassazione ha solo applicato la legge e nessuno può dargli torto.

D’altronde non è solo la Cassazione ad inventare vere e proprie assurdità. Esistono interi istituti giuridici completamente inventati (cioè inesistenti nella legge), e che sono considerati veri e propri capisaldi del diritto.

Oltre al principio di colpevolezza, che abbiamo citato adesso, la più clamorosa invenzione giuridica è quella dell’interesse legittimo; si tratta di un istituto che è il caposaldo del diritto amministrativo, senza il quale non esisterebbe forse neanche una materia denominata “diritto amministrativo”, che è considerato un pilastro del nostro sistema giuridico, ma che, semplicemente, non esiste. E’ un istituto inventato dalla giurisprudenza alla fine dell’800 per tutelare il cittadino di fronte allo strapotere dell’amministrazione, contro cui non esisteva alcuna legge, ma che non è mai stato codificato in una legge ad hoc; sennonché, in tempi recenti, nessuno si ricorda più come è nato; e nessuno capisce che, essendo nato nell’800, oggi è completamente inutile perché il sistema giuridico è completamente diverso; l’istituto continua ad esistere nonostante la sua inutilità ed è addirittura considerato la linea di confine tra il diritto amministrativo e il diritto civile, sul quale si basa addirittura il riparto di giurisdizione tra giudici amministrativi e giudici civili, grazie al quale si discute spesso per decenni, con alterne vicende giurisprudenziali: una vera e propria supercazzola giuridica basata sul nulla, che costa al cittadino anni di tempo e milioni di euro ogni anno per far funzionare la macchina della giustizia che ruota attorno ad esso. Il “nudda maschiato cu niente”, direbbero in Sicilia.

Ormai, dopo decenni di insegnamento del diritto, sorrido di fronte a queste assurdità e le prendo come un’occasione per capire sempre di più il sistema in cui viviamo.

2. La supercazzola della dichiarazione di legale rappresentanza.

Una delle supercazzole più fantastiche in cui mi sia imbattuto è la recente trovata del mondo complottista, relativa alla sovranità individuale. Questa della sovranità è il parto di una mente geniale, perché riesce a prendere in giro contemporaneamente non solo i giuristi, ma anche i complottisti.

La storia inizia qualche anno fa, quando qualcuno si inventò la trovata della sovranità individuale e un certo Santos Bonacci la diffuse dall’Australia. Secondo questa bizzarra teoria, ognuno poteva rivendicare la propria sovranità individuale, svincolandosi dalle leggi dello Stato, dichiarandosi cittadino sovrano, inviando una raccomandata al prefetto, una al tribunale (che poi non si è mai capito cosa fosse questo tribunale, perché il tribunale si compone di tribunale civile, penale, procura, gip, cancelleria, e uffici vari, quindi inviare una lettera generica al tribunale equivale a farsela cestinare senza che neanche venga letta) e un’altra non ricordo a chi, e ciò bastava per essere “sovrani di se stessi”.

Scrissi a suo tempo cosa pensavo di questa trovata, quindi non mi ripeterò.

Probabilmente la stessa mente che ha partorito la teoria della sovranità, ne ha però perfezionato la portata e attualmente è stato inventato un suo miglioramento che, per fantasia e finezza giuridica, rasenta la perfezione: la dichiarazione di legale rappresentanza e la dichiarazione di esistenza in vita.

In pratica si tratta di scaricare un modello preconfezionato dal sito che si occupa di questa invenzione geniale (Popolo Unico), e poi andarlo a protocollare al Comune.

Ne vediamo un esempio nella foto caricata su questo post. Il soggetto si dichiara “anima vivente e sovrana, figlio di Dio nato libero, non disperso in mare… testimonianza vivente in corpo fisico… ecc.”

Con questo documento, uno diventa “legale rappresentante di se stesso” (sic!) e quindi si svincolerebbe dalla sovranità statale, dichiarando di essere un individuo in carne ed ossa e non una finzione giuridica, e di essere amministratore di se stesso e legale rappresentante di se stesso.

Tale idea è stata copiata da un istituto inglese, il trust (in effetti nel sito Popolo Unico c’è proprio il riferimento preciso a questo istituto), con cui effettivamente uno può separare i propri beni costituendoli in un patrimonio separato, detto appunto “Trust”, e diventando amministratore dei suoi beni; dal 1992 poi è possibile avvalersi di questo istituto anche in Italia, ma l’atto va fatto dal notaio, su beni determinati, e certamente non permette di sfuggire al fisco, ad Equitalia, e a tutte le altre imposizioni statali. Insomma il trust è un istituto effettivamente esistente, ma è applicabile ai grandi capitali e alle grandi imprese, non certo al cittadino nullatenente e soprattutto non certo con una semplice dichiarazione protocollata al Comune di residenza.
Alcuni poi hanno completato il quadro con ulteriori idiozie, come il passaporto sovrano.

L’idea che sta alla base della dichiarazione di legale rappresentanza è in parte corretta, e in parte affascinante. E’ corretta dove dice che ogni individuo nasce libero, e deve essere trattato come un essere umano, e non come una merce di scambio, come effettivamente avviene. Molto bella e corretta dal punto di vista giuridico è l’idea che il sistema giuridico debba essere un’espressione del popolo, e che quando queste leggi diventano ingiuste e barbare il cittadino abbia il diritto di ribellarsi; purtroppo però questa idea è solo un’utopia e non viene mai applicata nella realtà. In effetti è la Costituzione stessa che dice che la sovranità appartiene al popolo. Ma sappiamo perfettamente che tale sovranità non esiste, nella realtà.

Come ho già spiegato in un precedente articolo , cui rimando, il diritto si basa su di un atto di forza, ed è imposto dall’alto e in modo autoritario. Se si potesse scegliere di svincolarsi dalle leggi statali, la maggior parte dei giuristi lo farebbe domani stesso, io per primo.

Ma il problema è che questo non è possibile, perché la legge è, di fatto, un’imposizione del più forte sul più debole, ed è così da sempre, e sempre sarà, e pretendere di contrastare il potere a colpi di carte bollate è come pretendere di fermare una tigre inferocita a suon di rutti.

L’unica arma che si può utilizzare contro il potere è quella dell’autoconsapevolezza e della conoscenza del sistema, per non cadere nelle sue trappole; utilizzare le carte bollate e la burocrazia significa invece rafforzare quel potere che si dice di combattere, per il semplice motivo che gli si dà un’arma in più con cui combatterci (cioè TSO e forza pubblica).

3. A cosa serve la supercazzola della legale rappresentanza. E le sue applicazioni pratiche.

Chi ha inventato la storia della dichiarazione di legale rappresentanza non è un pazzo o un cretino. E’ in realtà una mente sopraffina, che il diritto lo conosce, e probabilmente conosce anche le implicazioni pratiche future di questo scherzetto.

Prima di tutto il sito è ben scritto (e non farneticante come le dichiarazioni di Santos Bonacci, le cui esternazioni erano perlopiù incomprensibili); ottima poi è la grafica, la posizione delle immagini, e la forma italiana.

Chi l’ha preparato dimostra inoltre di conoscere molto bene il diritto, ha utilizzato delle leggi e degli articoli effettivamente esistenti (non come nel caso della dichiarazione di sovranità, dove si invocava un inesistente diritto marittimo e delle inesistenti bolle papali che sarebbero valide ancora oggi) anche se le ha assemblate con metodo, perchè nel complesso la cosa ha una certa credibilità e a prima vista può sembrare convincente; si tratta infatti di un assemblaggio fatto talmente bene che occorre essere un giurista per accorgersi dell’inganno, mentre il cittadino normale, leggendo il sito, ha la sensazione che grosso modo la questione sia posta in modo plausibile.

Si cita ad esempio la Dichiarazione dei diritti dell’uomo (una dichiarazoine generica, che non serve a nulla in realtà), se ne citano gli articoli e poi si citano alcuni articoli del Codice Penale da sventagliare davanti al malcapitato pubblico ufficiale che si rifiutasse di protocollare al Comune la dichiarazione.

Chi ha avuto questa pensata, quindi, è esperto non solo di diritto, ma anche di psicologia. Perché ha ben capito cosa succederà sia in chi legge, sia nei funzionari che riceveranno questi atti:

1) chi legge il tutto senza conoscere il diritto ha la sensazione che le cose dette siano in qualche modo sensate, e quindi tenderà a credere a quello che legge; e la riprova di ciò è l’elevato numero di persone che crede a questa trovata ed è cascato nella trappola;

2) l’impreparazione dei funzionari giuridici farà sì che saranno impreparati a rispondere a coloro che si presenteranno con queste dichiarazioni, e saranno anche intimiditi dalle minacce penali non troppo velate che verranno loro fatte.

Le conseguenze saranno le seguenti.

In primo luogo questa trovata geniale creerà un bel casino in amministrazioni varie. Ci saranno intasamenti e ritardi di cause in tribunale. Già ci sono le prime notizie di genitori che hanno registrato i loro bambini sovrani e i primi tafferugli in qualche tribunale. E già mi giunge notizia di alcuni giudici che, spaesati di fronte alle dichiarazioni della parte in causa che si appellava a diritti marittimi, bolle papali, dichiarazioni di sovranità, ecc., hanno sospeso l’udienza rimandando il processo.

In secondo luogo chi ha ideato questa teoria si fa beffe di tutti; del sistema giuridico, che è in effetti di per sé ridicolo e senza senso, tanto è vero che anche una supercazzola viene presa da alcuni per buona; ma si fa beffe anche dei complottisti, molti dei quali credono a questa panzana e ci sono cascati in pieno, dimostrando la follia non solo del sistema, ma anche di chi lo combatte, che spesso non è inferiore all’altra.

In terzo luogo, si getteranno alcune delle premesse per il futuro controllo del web, con la scusa che sul web girano le bufale più assurde, e che quindi per questioni di ordine pubblico si potranno chiudere siti pericolosi.

Infine, creeranno un bello scompiglio all’interno dello stesso mondo complottista. Molti di quelli che mi seguono, ad esempio, abbandoneranno inevitabilmente il mio sito e inizieranno a litigare tra loro perché delusi da questa mia presa di posizione a favore del sistema, che non riconosce le immense potenzialità di questa geniale dichiarazione della legale rappresentanza. Più volte, per aver detto queste cose sulla sovranità, sono stato tacciato di essermi venduto al sistema.

Di recente in una trasmissione radio mi è capitato di discutere con una persona a cui sono stati sottratti legalmente i figli e pretendeva di combattere legalmente tramite l’istituto della sovranità; ai miei tentativi di spiegarle che in tal modo imbocca direttamente la strada del TSO e provocherà un danno ai suoi figli perché potrebbe inasprire il comportamento di giudici e assistenti sociali, la persona in questione non ha voluto ascoltare dicendo che lei “sentiva” che quella della sovranità era una cosa giusta; e poi ha aggiunto “io sono una intuitiva e le cose le sento”.

E se “sente” che la teoria della sovranità è corretta, come si può contrastare una così robusta argomentazione giuridica?

Mi dispiace dirlo, ma chi ha ideato questa teoria, purtroppo, anche se un po’ sadico e con delle tendenze pure vagamente criminali, è comunque geniale (mi ricorda Galeazzo Gargiulo, un tizio che imperversava sul web prendendo per il culo decine di complottisti, me compreso, e attirandoli a se stesso semplicemente con delle supercazzole e degli scherzi senza senso, arrivando a fondare un gruppo Facebook con decine di iscritti che si fondava su frasi senza senso) e penso che un giorno il tutto potrebbe essere raccontato come una delle bufale più divertenti della storia, pari a quella dello sbarco dei marziani effettuato da Orson Welles.

Divertiamoci un po’, quindi, rimanendo a vedere gli sviluppi di questa invenzione, dedicata a molti giuristi che, devo dire, se la meritano pure.

4. Alcuni casi pratici.

Su “Il Centro” quotidiano locale del Centro Italia, esce la notizia che è stata iscritta all’anagrafe una “bambina sovrana”, che ha preteso di essere iscritta con lettere minuscole e non maiuscole, che nasce senza debito pubblico (che significa? Nulla, ma la frase fa effetto, non c’è che dire; il debito pubblico non diminuisce di certo perché questa tipa è stata iscritta all’anagrafe in lettere minuscole).

Si legge sul giornale: “La piccola da ieri è sovrana, appartiene a se stessa e deve sottostare alle leggi del diritto internazionale e non a quelle dello Stato italiano.” E’ falso, ovviamente; nessuno che nasca sul suolo italiano non è soggetto alle leggi italiane, a meno che non si trasferisca all’estero, ma così scrive il giornale, che prosegue: i genitori “non hanno permesso che la loro bambina potesse perdere la sua identità umana per diventare una finzione giuridica”.

Cosa significa questa frase? Nulla, è una supercazzola, perché l’essere umano, come abbiamo detto, è tale indipendentemente da leggi, codici e stati, ma siccome il diritto di supercazzole è pieno, nessuno se ne accorge.

Una vittoria delle teorie di Popolo Unico, dicono alcuni dei sostenitori. In realtà non è affatto così. Non c’è alcuna vittoria, perché non è stato ottenuto alcun risultato pratico.

Per fortuna qualche giorno dopo lo stesso quotidiano pubblica la dichiarazione dell’ufficiale del Comune, sorprendentemente equilibrata e anche giuridicamente corretta: “Abbiamo accolto le richieste della famiglia perché non sono illegali, sono solo farneticanti”, risponde il funzionario.

Nessuna vittoria, insomma. Questi qui sono solo matti e accontentarli non costa nulla; questa è in sostanza la dichiarazione del sindaco.

Un altro caso citato dai sostenitori del Popolo Unico come vittoria delle loro teorie, lo si ricava da un video in cui, durante un’udienza, il giudice, sottoposto al fuoco di fila di concetti quali “diritto naturale, diritto marittimo, sovranità individuale, non riconosco il vostro tribunale, ecc.”, sospende l’udienza e la rimanda di qualche mese. Grande vittoria delle loro teorie, secondo i sostenitori di questa tesi; in realtà non è esattamente così. Conoscendo le procedure posso affermare che il giudice, anziché chiamare i carabinieri e provocare un caos che avrebbe paralizzato le altre udienze per ore, ha preferito utilizzare l’escamotage di rimandare l’udienza sperando che, in tal modo, la cosa si risolvesse da sé, o perlomeno che capisse come comportarsi, rimanendo semplicemente spiazzato da questo atteggiamento. E il tipo che ha adottato questa anomala “difesa processuale” è stato fortunato, perché la faccenda poteva finire con un suo TSO e una denuncia penale.

Peraltro non ci è dato conoscere cosa è successo alle udienze successive, ma ritengo assai improbabile che sia stata accolta la linea di difesa del sovranista.

Un mio caro amico, invece, anche lui sostenitore di questa tesi, mi ha detto che una volta è stato fermato dai carabinieri, i quali, dopo aver preso atto che non voleva consegnare i documenti e aver letto loro la dichiarazione di legale rappresentanza regolarmente protocollata dal suo Comune, nonché la sua dichiarazione di essere un “essere umano in carne e ossa libero e sovrano e non una finzione giuridica”, lo hanno lasciato andare. “Vedi”, mi dice lui, “è la prova che questa cosa è legale”.

In realtà è successo che il mio amico ha trovato carabinieri comprensivi, e che forse non avevano neanche voglia di portarlo in caserma ritardando l’orario in cui dovevano smontare dal lavoro e quindi, ritenendolo innocuo, lo hanno lasciato andare.

5. Conclusioni.

In buona sostanza, possiamo concludere che questa trovata della legale rappresentanza di se stesso, della sovranità, e della dichiarazione di esistenza in vita, sono delle bufale, o meglio, delle supercazzole senza senso.

Quello che va chiarito è che sono supercazzole senza senso anche molte sentenze dei vari tribunali, molte leggi, e molte decisioni delle Corti anche superiori, nazionali e internazionali.

La differenza è questa: che le supercazzole dei tribunali devono essere applicate con la forza, le supercazzole dei cittadini portano al TSO, a denunce, e ad altre conseguenze non del tutto piacevoli o, nel migliore dei casi, non servono a nulla.

In realtà non c’è modo per sfuggire all’applicazione della legge, perché questa si applica in relazione al territorio in cui si abita; chi nasce in territorio italiano, quindi, è soggetto alle leggi italiane, e farne scrivere il nome in lettere minuscole o maiuscole non serve assolutamente a nulla, come non cambia alcunché il dichiararsi legale rappresentante di se stesso.

Per sfuggire ad Equitalia, alle multe, e alle altre vessazioni provenienti dallo Stato, l’unica via possibile è quella di prendere la residenza in uno stato estero o di non registrarsi affatto all’anagrafe; in quest’ultimo caso effettivamente si sfuggirebbe ad Equitalia o ad altre conseguenze negative, ma non si potrebbe però accedere alla sanità o all’istruzione, non si potrebbe prendere un aereo o una nave, né fare qualsiasi operazione per la quale è richiesto un documento di identità.

Pubblicato da Paolo Franceschetti


LA SMENTITA

Smentita alle false affermazioni contenute nell’ articolo pubblicato sul “Blog di Paolo Franceschetti” in data 2 marzo 2016 ora visibilmente modificato, ma la cui copia cache è ancora visibile scaricandola da qui .

Si richiede all’autore urgente e immediata correzione delle affermazioni di cui all’articolo citato per evidente loro falsità nel merito e nella sostanza, con richiesta formale di pubblicazione della presente smentita nel corpo del testo dello stesso pezzo redatto e non nei commenti.

L’articolo in questione, a firma dello stesso Paolo Franceschetti, dal titolo “Il diritto e la supercazzola della legale rappresentanza”, riporta come veritiere e verificate dall’autore una serie di informazioni facilmente ravvisabili come diffamatorie e mendaci all’indirizzo di un gruppo di studio dal nome “Popolo Unico” , che sta, da anni, dedicandosi allo studio approfondito dei Diritti Umani inalienabili, dei Trattati internazionali a tutela di tali universalmente riconosciuti diritti ed alle possibilità individuali di correzione legittima e doverosa di un “sistema” che procede a passi lunghissimi verso la cancellazione della dignità umana e dei bisogni primari dei “cittadini”. E’ sotto gli occhi di ogni onesto intellettualmente.

Posso dire, senza tema di alcuna smentita che di base e a monte della stesura dell’articolo in oggetto non v’è stata alcuna ricerca, non si sono verificate le fonti, non sono stati visionati i documenti, non sono stati letti gli studi, non sono stati ascoltati i podcasts e i video presenti sul sito www.popolounico.org, non sono stati citati i format adeguati, sebbene sia possibile un elementare ed agevole, quanto accessibile a tutti download dalle sezioni deputate del sito.

E’ stato piuttosto sbandierato in occhiello un file immagine di un non meglio identificato documento sbianchettato nei dati sensibili, FARNETICANTE e fortemente ALCOLEMICO negli assunti e nelle dichiarazioni, di un poveretto che verga cose astruse e a noi totalmente ESTRANEE, accomunandolo allo studio di Popolo Unico e facendo intendere si trattasse di un documento scaricato dal nostro sito, che peraltro Franceschetti si guarda bene dal citare in calce. Peculiare dimenticanza per un blogger, devo dire. Detto documento senza capo né coda è visibile nella copia cache del blog che potete trovare sul repository Google linkato nel titolo del presente scritto.

Tale gruppo spontaneo di persone e tale sito ufficiale che non viene menzionato, invece, non è associazione, non è movimento, non è politica “mascherata”, né alcuna forma ipotizzabile dai più “fantasiosi” di eventuale eversione di stampo anarchico, anzi! ….oltre allo studio delle norme del Diritto internazionale, Costituzionale e Positivo, ha inteso intraprendere una via consuetudinaria ed applicativa degli strumenti che ha messo a punto e perfeziona progressivamente, rendendoli applicati alla vita quotidiana degli individui sotto forma di Affidavit , pubblici, legittimi e debitamente notificati in “pubblicità” (specifico che detto termine ha valenza giuridica molto precisa per chi conosce il valore di un “atto” notificato e non starò certo qui a precisarne il contorno tecnico. Vi invito semplicemente ad informarvi per vostro conto.)

Quanto descritto nell’articolo in questione travisa gravemente la realtà, ingenera paura, si basa su commistioni inesistenti tra varie teorie “libertarie” circolanti nel web italiano, segnatamente Sovranità Individuale e OPPT e confonde il lettore, puntando proditoriamente l’indice unicamente contro un’articolata e complessa sperimentazione perfettamente lecita, posta in atto da Persone Umane che intendono continuare a sentirsi LIBERE di praticare e testare quanto in loro animo desiderino, senza sentirsi additati nè come stupidotti ignoranti di diritto, né complottari di bassa lega (è sul reale significato di questo aggettivo piuttosto che lei dovrebbe scrivere, avvocato Paolo Franceschetti) , né “criminali” nell’intento di mandare persone ignare a farsi fare un TSO. Casomai, l’esatto contrario, come spiego di seguito.

La “sovranita’ individuale” con Popolo Unico non c’entra assolutamente NULLA, è LONTANA LE MILLE MIGLIA. Lo si può leggere anche sullo stesso sito di riferimento. Lo studio del diritto da noi condotto su questi temi fa comprendere molto bene ai più avveduti che dichiararsi “sovrano” e rifiutarsi, ad esempio, di fornire le proprie generalità alle forze dell’ordine in caso di identificazione, non conduce ad altro che ad ulteriori verifiche, fermi di polizia, arresti, condanne, pignoramenti ed ai temuti quanto criminali, in termini di rispetto dell’Individuo e delle sue Libertà innegabili, “Trattamenti Sanitari Obbligatori”.

In passato noi stessi abbiamo assistito DALL’ESTERNO a diversi di questi casi nelle “parallele”, ma MAI “secanti” fallaci ed illusorie strade verso una presunta “liberazione” da un sistema vessatorio e fintamente democratico, tra i sovranisti per intenderci. Ci siamo anche impegnati fortemente per tentare, con una pressione forte nei confronti di sindaci ed ASL, di limitare questi danni, ove si fossero già concretizzati e le persone coinvolte fossero su un lettino di un reparto psichiatrico con dosi di Serenase da cavallo in vena, su un letto di contenzione. Abbiamo diffidato formalmente gli attori di queste pratiche che consideriamo INUMANE e in TOTALE VIOLAZIONE DEI TRATTATI INTERNAZIONALI. Non le servirà che le ricordi come e quanto l’Italia compaia in testa alle classifiche europee per violazioni di tale fatta, credo. Sono di dominio pubblico queste vergognose statistiche, oramai.

Su questo spero lei possa convenire almeno. O li giudica necessari ed istruttivi per gli ARMENTI DI STATO, ovvero per i cittadini? …Saremmo al COLMO per un “cercatore di Giustizia e Verità”!

Utilizzando il “Mandato di Legale Rappresentanza” invece, noi siamo perfettamente nel nostro, nel diritto e nella liceità, tanto vero che non si sono MAI verificati “incidenti” di alcuna sorta, mancate identificazioni, segnalazioni o fermi e tantomeno TSO. Anzi, piuttosto dette autocertificazioni hanno generato curiosità, attenta lettura e spesso palese apprezzamento e COMPLIMENTI da parte di Polizia, Carabinieri, Cancellerie, Comuni, Enti e persino giudici ed avvocati. Curioso come la sua reazione, da avvocato peraltro e giurista quindi, sia così violentemente stizzita, sardonica e trancheant. Forse perché ha preso letteralmente “fischi per fiaschi” , come si evince?

La ringrazio comunque quando ci definisce “esperti non solo di diritto, ma anche di psicologia” , quando dice che chi ha ideato la Legale Rappresentanza “dimostra inoltre di conoscere molto bene il diritto, ha utilizzato delle leggi e degli articoli effettivamente esistenti (non come nel caso della dichiarazione di sovranità” (si rende conto di cadere in palese contraddizione col MINESTRONE preparato per i suoi lettori solo tre paragrafi prima, vero?), un po’ meno quando ci dipinge come “sadici e criminali” , forse non tenendo conto delle conseguenze sul piano giuridico. Penso che saprà porvi immediato rimedio nel migliore dei modi.

Ah.. e riguardo alla “confusione negli uffici della Pubblica Amministrazione e agli intasamenti e ai ritardi delle cause in tribunale” , le rispondo così. Alla prima osservazione, meno male! Il caos è già in atto ed è totalmente paralizzante per la funzione pubblica, quello generato da questa presa di Coscienza esponenziale ha almeno la possibilità di dare adito ad un’apertura del ristretto campo visivo di chi è costretto ad applicare supinamente circolari e codicilli, senza pensare alla loro ripercussione sulla vita della gente. Possibilità che speriamo divenga merito ben presto.

Alla seconda osservazione rispondo così. Se i tribunali civili e specialmente quelli amministrativi, attualmente, hanno come impegno primario quello di PRIVARE GLI INDIVIDUI DELLE LORO UNICHE ABITAZIONI, con titoli di credito in mano alle banche in virtù di un DENARO CREATO DAL NULLA e non più di proprietà del POPOLO SOVRANO e per una CRISI ARTIFICIALE ED INESISTENTE creata ad arte con sottili manovre occulte del vero Governo plenipotenziario, ovvero quello della FINANZA INTERNAZIONALE, beh, allora, caro Franceschetti, il suo è un AUGURIO GRADITO per noi.

Muoia Sansone con tutti i FARISEI (alcuni sono già ai ferri, comunque).

Si spera che perdonerà la licenza.

In ultimo, dato il suo skill professionale di giurista, mi sarei aspettata da lei una disamina più attenta, intrigante, con confutazione precisa, punto per punto, delle dichiarazioni che ora ha pubblicato nella stesura corretta ed originale nella sua revisione dell’articolo (quella che ora è visibile è finalmente la “nostra”).

Non devo suggerirle io che non basta dire che si tratti di una “supercazzola” di fronte ad un’affidavit legittimo, né ricordarle che unicamente un giudice potrebbe farlo, dimostrandone la falsità in modo certo e probatorio, come previsto dalla 445 del 2000 in materia di autocertificazioni.

Non credo che un giudice si esprimerebbe mai con una battuta di “Amici Miei” di fronte ad un documento simile. Finora non è MAI accaduto. Dovrebbe dimostrare che per un Individuo è IMPOSSIBILE amministrarsi da solo, evocando una fisiologica domanda, in istanza per giudizio di merito: “E quindi? Di grazia…Chi è il solo ad amministrarmi?”

Con sollecito per immediata pubblicazione

Valeria Gentili – una (a caso) di Popolo Unico


Commento di Manuela Welber : sì ok siamo alle solite, quindi che dovremmo fare? Stare zitti e non filare nessuno?

Forse sarebbe meglio anche se sarebbe durissima non rispondere per rettificare le supercazzole altrui. Abbiamo capito che come esiste PU esiste l’Anti PU, ci attaccano da ogni dove da quando esistiamo. Dovremmo prendere una decisione di comportamento secondo me da usare in tutti gli attacchi, pensiamo bene a chi e cosa siamo: esseri umani riconsapevolizzati, risorti, autolegalizzati, siamo un Popolo di esseri viventi che si autogestiscono all’interno del Sistema fraudolento e criminale che tiene il mondo sotto il suo tallone.

La nostra amata Valeria e chi l’ha sotenuta negli studi, ha trovato il punto debole nel tallone di Achille di questo meccanismo freddo, inumano, che perpetua se stesso con il consenso paradossalmente degli abitanti della Terra inconsapevoli di ciò che sta accadendo.

Abbiamo contribuito tutti noi qui a creare una breccia nel muro di gomma, e tutti dobbiamo sentirci orgogliosi artefici del mondo che verrà. Tutti questi manipolatori schiavi del Sistema fanno il gioco della paura, discreditano e mentono pur di dare un messaggio di sottomissione ai padroni.

Dopo la rabbia e il nervosismo di ieri, grazie anche alla risposta di Valeria a Franblogger, a mente più lucida rifletto, e penso che noi siamo altrove, siamo già sulla nuova Terra, abbiamo già operato il salto quantico a livello sottile, e ora siamo nel viaggio verso il raggiungimento della nostra idea a livello materiale. Vedendo anche questo lungo commento della tipa del post, capisco che non c’è modo con chi tiene strette le proprie catene, non gli si può far vedere le chiavi per aprirle in modo semplice, perchè non riescono a credere che si possa farlo senza incorrere nelle ire degli dèi.

A queste Persone Umane inconsapevoli della loro Forza che è anche la nostra, vorrei dire che la libertà anche quando è a portata di mano ha bisogno del proprio consenso, dobbiamo permetterci di avere quel coraggio necessario a trasformare la paura in amore, amore per se stessi, per i figli, per l’umanità, per la natura, per la Terra.

Nel mondo che stiamo co-creando non esiste la paura perchè siamo UNO nelle nostre individualità necessarie alla creatività. E ci sosteniamo, non siamo l’un contro l’altro come è sempre stato nella storia umana, facendo il gioco dei nostri torturatori e schiavisti, chiunque essi siano. In questo momento sento solo gratitudine e amore per Noi grandi Anime antiche, che stiamo lavorando alla liberazione dell’Umanità… anche se tanta Umanità non vuole, non è pronta.

Ci serve tanto sostegno in certi momenti, anche perchè ci rallentano le diffamazioni e gli attacchi, ma si vede che fa parte del gioco di liberazione. Il mio quesito al riguardo è questo: è meglio rispondere colpo su colpo o lasciare scorrere senza dare peso nè contrattaccare?

Nel primo caso regaliamo tempo, energie e si deve far partire le querele, nel secondo caso, li leggiamo come astronauti che dal futuro interpretano i graffiti nelle caverne. Ognuno di noi si dovrebbe chiedere dove sta in questo momento, su quale linea temporale, la loro o la nostra. Vi stimo e vi amo, siete miei fratelli e sorelle e siamo tutti condottieri in questa armata, nessuno è servitore se non della Luce.

Stiamo conducendo una Guerra di Pace.


La smentita è stata pubblicata sul blog di Paolo Franceschetti qui

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