La personalità giuridica DI UN INDIVIDUO è una QUALITA’ e non una finzione

La personalità giuridica DI UN INDIVIDUO è una QUALITA’ e non una finzione
SI HA e non si è…si rivendica e non si possiede dalla nascita, poichè si è SCHIAVI DI DIRITTO e INFAMATI (leggete il codice di diritto romano, per capire cosa significhi) e non è dato affrancarsi per lo schiavo infamato
SI è INFAMATI, POICHE’ IN BANCAROTTA

pochi secondi dopo il taglio del cordone ombelicale
Quindi si è INFAMATI INGIUSTAMENTE ED A NOSTRA INSAPUTA…senza possibilità di difesa…
l’INFAMIA è NULLA
La personalità giuridica NON si cita in giudizio, poichè NON è CITABILE
a meno che non abbia infranto il diritto naturale
LA PERSONALITà GIURIDICA DI UN TRUST VIVENTE AUTODICHIARATO CHE CONSERVA IL TITOLO E IL DIRITTO DEL NOME E I SUOI DOCUMENTI DERIVATI E CHE AMMINISTRA IL CREDITO UNIVERSALE DELL’ESSERE UMANO, RICONOSCIUTO DAL DIRITTO INTERNAZIONALE A TUTELA DELLA PERSONA UMANA, toglie allo stato il diritto di possesso in nome dell’INFAMIA INESISTENTE E ROMPE LA SCHIAVITU’ INCONSAPEVOLE IN UN SOL COLPO
Leibniz…andrebbe studiato Leibniz….ma capisco che alcuni NON CI GUADAGNEREBBERO NIENTE e quindi, desistono….ovvero “finiscono di esistere”
Leibniz, Gottfried Wilhelm von
(Lipsia 1646 – Hannover 1716)
Filosofo e matematico tedesco.
Studioso dai molteplici interessi (fu anche storico, giurista, filologo), cercò di influenzare i più importanti sovrani del suo tempo (Luigi XIV e Pietro il Grande, tra gli altri).
Per quanto riguarda gli studi giuridici, distinse tre gradi del diritto naturale:
il diritto stretto (“non nuocere ad alcuno”),
l’equità (“trattare ciascuno secondo quanto gli è dovuto”)
e la giustizia universale (“vivere piamente”), che consiste nell’amore per l’ordine stabilito da Dio.
Per Leibniz il compimento del proprio dovere equivale ad obbedire alla ragione.
In tal modo si realizzano gli intenti del bene comune, che corrisponde alla gloria di Dio.
Non vi è maggior interesse individuale, per Leibniz che quello di abbracciare l’interesse generale.
In politica promosse iniziative indirizzate all’unità e alla conciliazione.
Nel 1670 propose una federazione degli Stati tedeschi;
auspicò un’organizzazione internazionale che garantisse la pace europea e l’espansione della cristianità.
Scrisse sull’unità delle lingue e auspicò gli scambi culturali tra Paesi diversi.
In campo economico fu protezionista.
Il pensiero di Leibniz risentì del clima razionalistico europeo che sarà poi pienamente espresso dall’Illuminismo.

Autore: Valeria Gentili