Finale di Partita

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La scienza quando intende dimostrare qualcosa, sia per capirne i meccanismi che per validare una nuova scoperta, utilizza il Reverse Engineering, ovvero quel procedimento attraverso il quale è possibile ripercorrere a ritroso il metodo che ha generato il risultato. Quindi dal risultato si risale o al procedimento o alla logica o, come per esempio nella chimica, agli elementi che servono a condurlo.
Questo metodo viene utilizzato spesso in campo commerciale quando una ditta vuole per esempio copiare un alimento o una bevanda di particolare successo o in ambito informatico per decifrare gli algoritmi che determinano la funzione di un software. Ma le applicazioni sono sconfinate sia in campo bellico che nell’industria farmaceutica e via dicendo.
Questa logica si può applicare anche alla storia, anzi è molto interessante farlo. Molto del revisionismo storico tanto criticato e spesso perseguito penalmente si basa proprio su questa tecnica. E se provassimo a porci una domanda di portata ancora maggiore?
PERCHÉ NON CI HANNO MAI LASCIATO ESERCITARE IL NOSTRO LIBERO ARBITRIO?
Un diritto per nascita uguale per tutti, di origine divina.
A chi dà tanto fastidio e perché? In fin dei conti se avessimo cominciato ad esercitarlo secoli fa, a quest’ora saremo già una comunità umana consapevole della sua essenza divina e del fatto che la morte non è che il passaggio desiderato dall’anima da un’esperienza ad un’altra.
Ma avremmo potuto fare tutte le esperienze necessarie? Avremmo potuto compiere tutti gli step che servivano a capire, comprendere l’esperienza umana?
Perché gli ominidi erano predati e i nostri antenati Sapiens erano predatori?
Eppure una specie seguiva l’altra: perché da vittima l’uomo si era trasformato in carnefice?
Evidentemente è necessaria una gradualità, probabilmente serviva metabolizzare i risultati.
Attraverso la sofferenza?
Caspita…
E chi l’ha deciso?
LA CHIESA DÀ UNA SPIEGAZIONE:
Il nostro Peccato Originale. Cacciati dall’Eden per aver sfidato Dio, le donne costrette a partorire tra gran dolore. La vita che diventa “una valle di lacrime”.
Ora questa spiegazione non suona più bene a molti o per lo meno non è completamente esaustiva.
Chi ha il compito di infliggere il dolore? e chi ha il compito di subirlo? Se la nostra è una dimensione duale, perché regolata da una legge fisica che sembra eterna (ma non lo è) che va sotto il nome di causa/effetto, è chiaro che servivano attori per entrambe le parti. In mancanza dell’una e dell’altra il processo si sarebbe arrestato per sempre.
C’è sempre stato bisogno di racchiudere in almeno due categorie degli esseri umani i due caratteri dell’essenza incarnata:
I BUONI E I CATTIVI.
Le pecore e i lupi. Le vittime e i carnefici.
Tenuto presente che la sceneggiatura è sempre opera di un progetto collettivo di creazione (ora lo sappiamo, prima no), ognuno di noi se ripercorre gli anni vissuti di cui ha memoria, si ricorda perfettamente quanto queste due categorie hanno determinato il suo esistere ed hanno inciso sulla sua crescita fin dalla scuola, fin dagli anni della formazione, nel lavoro e nei rapporti con l’altro sesso.
Ma aldilà delle esistenze individuali, queste due categorie hanno sempre determinato il corso della storia, le guerre, le rivoluzioni sociali, le lotte sindacali, la politica, contrapposizione, divisione, schieramento e relativa Creazione della Realtà. Una Realtà che scaturisca dalla contrapposizione è ovviamente una realtà che perpetua e mantiene costante, a volte amplificandola, la sofferenza, la divisione e lo “status quo” ossia il mantenimento delle posizioni salde di potere nelle mani degli stesi individui.
Si capisce quindi che la divisione non può condurre all’evoluzione se non in misura molto relativa.
LA TIRANNIA E L’OPPRESSIONE NON SONO LA SPIEGAZIONE A TUTTO QUESTO.
E non possono esserlo, semplicemente perché qualsiasi sistema di forze che interagiscono tra loro non mantiene mai un regime di equilibrio infinito. Lo dice la Fisica.
Qualsiasi sistema arriva ad un punto di rottura, si scompone (caos), genera un’ energia differente e trasmuta, diventando altro.
A qualcuno verrà in mente il motto internazionale della massoneria. ORDO AB CHAO, “Ordine generato dal Caos”
Un altro esempio ci viene dalla storia:
L’ IMPERO ROMANO AI TEMPI DEL SUO MASSIMO SPLENDORE.
Provincie lontanissime, irraggiungibili con i mezzi di locomozione del tempo ma preziose per le loro materie prime. Gli Antichi romani non facevano come Gengizkan che conquistava i popoli con il terrore, razziando interi villaggi e portando via le donne, gli Antichi romani avevano bisogno di un costante dominio sui territori remoti per poterli sfruttare. Per far questo nominavano sempre un governatore appartenente all’etnia del luogo ed affiancato da un Pro-Console (come Ponzio Pilato in Palestina per esempio) che era di solito un militare ed aveva il compito di rappresentare Roma nella Provincia. Quando il Popolo manifestava il proprio disappunto e la sua intolleranza per l’invasore, non avendo benefici che lo soddisfacessero appieno, il Console, attraverso un raffinato sistema di infiltrati, creava un contro movimento che si opponesse anch’esso al Console ma che in realtà era molto più vicino agli interessi dell’Imperatore che non a quelli del Popolo.
Ne nasceva una rivolta che sembrava avere per bersaglio i Romani ma che in realtà non faceva che riconsegnare il potere, rafforzato, nelle mani degli stessi Romani.
Un Caos che generava Ordine.
Questa era la strategia del DIVIDE ET IMPERA, che poi Macchiavelli nel Principe teorizzò molto accuratamente.
Adesso prendete questa strategia ed applicatela al Vietnam, a Cuba, all’Afghanistan, all’Irak, a tutti i Paesi del Maghreb, all’Egitto e alla martoriata Siria. Altro che Primavera.
NIENTE FINORA È SCATURITO DAL LIBERO ARBITRIO DEI POPOLI.
Possibile che tutti i Leader dei Paesi del Mondo agiscano secondo questa linea logica? Possibile che lavorino tutti all’unisono per l’oppressione dei Popoli? Possibile che siano tutti tiranni?
Credo sia ormai chiaro che esista un ordine superiore di poteri, il famigerato Governo Ombra, una ristretta cerchia familiare che detiene attraverso un potentato il controllo e le ricchezze di tutto il pianeta. L’1% che domina il 99% (comprese probabilmente le nostre esistenze).
La domanda è una:
CUI PRODEST?
A chi giova?
Se hanno già tutto, perché continuano ad opprimere i Popoli?
Non hanno soglia del dolore? Provano piacere nel farlo? Non c’è più niente da prendere: oramai gli unici cambiamenti potrebbero essere degli scambi tra loro stessi. “Mi prendo la Grecia, tu mi dai in cambio mezza Spagna”. Ma di fatto è già roba loro attraverso gli Stati corporativi.
Quindi la partita è finita? Se questa è una sfida, non l’hanno già vinta? E se non fosse così?
E se il vero premio partita fosse un altro, da giocare ai tempi supplementari. E se la loro reale vittoria fosse in realtà strettamente correlata alla nostra di vittoria, se le due cose fossero praticamente inscindibili?
Non vi capita a volte che leggendo alcune delle recenti notizie vi venga da ridere per quanto esse siano assurde, sopra le righe, fuori da ogni logica? Non sembrano provocazioni?
Quasi un pungolo usato contro di noi per spingerci tutti sullo stesso percorso e su questo cammino le trappole e le insidie non sono finite.
Una tra le più pericolose è quella della contrapposizione: Chi cade in questo tranello sceglierà la via della manifestazione del proprio dissenso, per rabbia, per desiderio di rivalsa e per giustizia. Sapranno sfruttare molto bene anche questo.
LA CREAZIONE
Chi conosce un po’ di processi evolutivi della coscienza, sa perfettamente che la contrapposizione, il vecchio modello del DIVIDE ET IMPERA, impedisce il processo di Creazione. La Creazione scaturisce dall’unione di intenti, dall’armonia delle energie e dalla condivisione. E questo l’1% lo sa molto bene. La differenza tra il Popolo e l’1% è che questo ultimo è maestro nel governare le energie, nell’imbrigliarle e nell’ottenere da esse ciò che vuole. Per quanto loro creino ostacoli, comunque Creano. Danno origine a paura e sofferenza che noi siamo costretti a vivere e attraverso le quali alimentiamo la Matrix, la gabbia energetica che ci tiene prigionieri. In buona sostanza, fino a quando non capiremo questo processo di causa/effetto, i veri carcerieri di noi stessi saremo sempre noi.
NON È FACILE COMUNICARVI QUELLO CHE DA TEMPO PERCEPIAMO.
Questo è un processo di trasmutazione vero e proprio che si completa quando il loro compito sarà esaurito e viceversa.
Scegliere la contrapposizione, ravvisare le colpe sempre in qualcuno altro da noi, ci allontana dall’obiettivo.
Se le nostre azioni sono mosse dall’Amore, dall’Onore e dal rispetto per gli altri, se il nostro agire si manifesta in gesti intelligenti, pacifici e Creativi…. questo è quello che l’Universo sta aspettando… e anche loro.

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